Hombolo 07-06-2010

Carissimi amici,
forse qualcuno di voi si sarà chiesto come mai da un po’ di tempo non mando notizie da Hombolo, il motivo è semplice, non ho nulla da dirvi.
Veramente la realtà è un’altra, cose da raccontarvi ne avrei tante, solo che non c’è mai niente di allegro, mai niente di positivo, mai nulla di piacevole ma solo povertà, malattie, fame…
Sempre più spesso mi pongo una sola domanda alla quale non riesco a trovare risposta:” Perché?”
Perché c’è chi può scegliere cosa mangiare a pranzo e a cena, magari sprecando, e c’è invece chi è costretto a sentire piangere i bambini perché non c’è cibo?
Perché c’è chi vive in capanne piccole, prive di tutto, non c’è un letto, non c’è nulla, nemmeno le finestre e nemmeno lo spazio sufficiente per tutti?
Perché qui l’istruzione e la sanità non sono diritti fondamentali e perché si muore con una facilità assurda?
E mentre finalmente in Italia è esplosa l’estate e si fanno programmi per le vacanze, qui ad Hombolo si raccoglie quel poco di mais, quel miglio striminzito, quei girasoli piccoli piccoli che la natura si è degnata di concedere e così, almeno per qualche mese si mangerà e poi…..
E poi, come sempre, si aspetterà una stagione migliore, si aspetterà la pioggia, si aspetteranno gli aiuti dai paesi ricchi, si aspetterà che l’istruzione e la sanità migliorino, si aspetterà l’alba con la pancia vuota e si aspetterà di sapere se domani si mangerà e, se non si mangerà, pazienza, si aspetterà ancora e ancora….
E i bambini? Quale futuro per quei bambini ( tantissimi vi assicuro) che vengono lasciati ai nonni perché i genitori se ne vanno a cercare migliore fortuna o muoiono di aids, quali diritti per loro?
Ecco, lo sapevo che avrei finito per rattristarvi ancora, vi prego di scusarmi vi auguro un’estate meravigliosa e, mentre aspetto di potervi mandare notizie un po’ più allegre, vi saluto con un abbraccio, ciao,
Maria Carla

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Hombolo 18-02-2010


Carissimi,
so che in Italia imperversa ancora il freddo e la pioggia non da tregua, se potessi spedirvi un po’ di caldo africano via mail, lo farei volentieri.
Qui ad Hombolo invece, dopo avere avuto il grande dono della pioggia proprio il giorno di Natale e dopo che per qualche settimana la pioggia ha continuato a ristorare la terra in modo perfetto, ora si è fermata e si fa desiderare al punto che cominciamo a temere per le coltivazioni.
Già lo scorso anno la stagione delle piogge era stata molto avara e i raccolti scarsi, se anche quest’anno dovesse procedere in questo modo, non oso pensare alle conseguenze.
Da tempo c’è fame al villaggio proprio a causa del poco raccolto dell’anno scorso, c’è sempre tanta gente che arriva anche da lontano a chiedere aiuto e vi assicuro che è qualcosa che strazia il cuore. Persone anziane che fanno chilometri a piedi per cercare cibo, mamme che si trascino appresso bambini piangenti e sfiniti dalla fame sono all’ordine del giorno e, fare qualcosa per tutti non sempre è possibile ma, un poco noi e molto le suore di Madre Teresa di Calcutta, cerchiamo almeno di saziarli per affrontare il ritorno al proprio villaggio.
Le persone poi che vengono da noi per problemi di salute sono un numero incalcolabile, ormai si è sparsa la voce che c’è la “ mama mzungu” (la donna bianca) che ha le medicine buone perché vengono dall’Italia (così dicono loro) e allora arrivano tutti, chi con piccole ferite chi con infezioni molto estese o ustioni e io che disinfetto, medico e fascio ferite che, credo con l’aiuto del Padreterno, di solito guariscono bene.
A questo proposito voglio ringraziare il “ Centro missionario medicinali” di Firenze per il materiale da medicazione e i medicinali che inviano regolarmente e, soprattutto la mia amica medico Monica, la quale ci aiuta in modo straordinario con l’invio di una grande quantità di roba mirata alle esigenze dei “ miei pazienti” nel senso che, non essendo io medico, posso solo curare ferite o aiutare a risolvere piccoli problemi di salute.
Però,quando ti arrivano persone come la donna di stamattina con un cancro al seno (evito di descrivervi le sue condizioni) la quale è stata rimandata a casa dall’ospedale della città senza avere usufruito di nessuna assistenza perché non poteva pagare, ricomincio a pormi tante domande alle quali non riesco mai a trovare risposta.
Se qualche volta penso di essermi abituata alla sofferenza della gente, poi succede qualcosa che mi riscuote e mi fa ricordare la fortuna “gratuita” e senza nessun merito di essere nata in un paese come la nostra Italia, eppure ci lamentiamo sempre!
Al nostro asilo NURU abbiamo raggiunto la cifra record di 170 bambini, tante piccole pesti che, quest’anno non fanno nemmeno un’assenza, penso abbiate capito da voi il perché, è facile, a casa propria non si mangia!
All’asilo invece, colazione la mattina appena arrivano e pranzo alle ore 13, una volta alla settimana c’è anche la carne che a casa loro non mangiano neanche a Natale, figurarsi se non vengono!!


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Io sono contenta lo stesso anche se i genitori non hanno capito l’importanza di mandarli all’asilo ma, come ho già detto in passato, intanto vengono, mangiano e soprattutto imparano.
Sono stanca di parlarvi sempre di cose tristi, vorrei raccontarvi storie belle e gioiose ma la realtà non è così. Mi spiace se vi ho rattristati, intanto il cielo si sta rannuvolando, speriamo che piova, almeno quello!!!
Un grande abbraccio,
Maria Carla


Hombolo 17-01-2010

Carissimi amici,
anche se un po’ in ritardo, buon anno a tutti voi.
Spero che il 2010 sia per voi un anno sereno e colmo di gioie.
Vi ho già detto in una precedente lettera che sono ad Hombolo già da prima di Natale, è stata un’esperienza strana preparare l’albero “ sudando” a causa degli oltre trenta gradi di temperatura.
Non ho avuto nostalgia dei lauti pranzi ne delle corse ai regali, ho trascorso comunque un Natale sereno e in buona compagnia.
Anch’io ho ricevuto un bel regalo, un’amica, Paola e suo figlio Giulio, hanno deciso di condividere la gioia del Natale qui ad Hombolo insieme a noi, grazie.
E poi, proprio il giorno di Natale, è arrivato per Hombolo il regalo più bello, la pioggia!
E allora, finalmente, il lavoro nei campi ha preso vita, chi arava coi buoi, chi con la zappa senza sosta anche nei giorni di festa.

 

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In pochi giorni il granoturco è germogliato e l’erba è cresciuta abbondante per saziare le mucche e le capre ormai sfinite dalla lunga siccità.
La vigna sembra avere ripreso vita e si cominciano a vedere i grappoli che promettono una buona vendemmia.

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Devo dire che qui ad Hombolo sta piovendo veramente bene e nel modo giusto, piogge non violente alternate a splendide giornate di sole che stanno letteralmente rivestendo a festa gli alberi e i campi ma, sulle vicine montagne sta piovendo decisamente troppo e, tutta l’acqua si sta riversando nel lago di Hombolo che è straripato e sta raggiungendo la storica piena del 1957.

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Dove c’era la strada i pescatori hanno gettato le reti, i bambini incoscienti del pericolo si divertono un mondo a giocare con l’acqua ma, due di loro, hanno purtroppo perso la vita.
E’ sempre tutto così difficile qui!

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Ma la vita continua e domani comincia il nuovo anno scolastico anche al nostro asilo “NURU”.
Quest’anno ci sono grosse novità, grazie ad “ITALIAN RELIEF” (onlus) che si è impegnata a
sostenere i costi per la gestione dell’asilo e al “ Programma mondiale alimentare “ che ci fornisce una buona parte del cibo, daremo ai bambini la colazione al mattino appena arrivano e alle tredici il pranzo, alterneremo riso e fagioli, polenta e carne, piselli ed altri cereali, patate.
Manca la frutta ma al villaggio non c’è e non ho i mezzi per andare a prenderla in città.
Abbiamo aumentato il numero delle insegnanti di due elementi così potremo accogliere più bambini e anche in cucina, oltre ai pentoloni, qualche altra donna potrà lavorare con noi.
Grazie, grazie infinite a tutti coloro che, con il loro aiuto, donano ai bambini non solo cibo ma anche amore e, in lingua swahili si dice che “ UPENDO ni NURU ya maisha” che tradotto significa
“l’AMORE è la LUCE della vita”.
A tutti voi auguro tanta, tantissima “LUCE”, sfolgorante come questo tramonto ad Hombolo.


Un grande abbraccio,
Maria Carla

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Hombolo 21-10-2009


Carissimi amici,
sto scrivendo al lume della lampada a petrolio perché, tanto per non perdere l’abitudine ai problemi, siamo senza corrente elettrica.
Già da tempo è tutto arido, spoglio e desolato, il livello del lago si è molto abbassato e i pesci scarseggiano, l’energia elettrica viene razionata per mancanza di acqua, le donne aspettano pazientemente di potere macinare il mais, il mulino lavora a singhiozzo e io comincio a perdere la speranza di qualche cambiamento che porti un pochino prosperità e benessere.



Per quanto ci si sforzi c’è sempre qualcosa che ti rema contro, non è possibile programmare nulla bisogna imparare a vivere alla giornata, proprio come fa la gente di Hombolo.
Solo che loro mica si arrabbiano se devono tornare a casa senza farina perché la corrente non è tornata fino a sera, pazienza, :”Se non mangiamo oggi mangeremo domani”.
Pensate che io possa programmare la mia giornata e decidere cosa fare? Assolutamente no!
Qui è tutto imprevedibile, esco di casa e trovo ad aspettarmi una lunga fila di persone che hanno bisogno di essere medicate e già faccio tardi ad arrivare all’asilo.
E li, altre persone da medicare, altri problemi da ascoltare, bambini dell’asilo da portare dal medico, bambini che piangono perché hanno fame….


Ebbene sì, ci risiamo, molta gente è già alla fame perché, come vi avevo già raccontato, il raccolto quest’anno è stato davvero scarso, e allora che fare?
Spesso vengono al mulino persone anziane e sole a chiedere cibo, posso rimandarle a mani vuote?
E i bambini che vengono anche da lontano a chiedere l’uniforme perché li hanno scacciati dalla scuola poiché ne erano privi, posso non aiutarli?
Ai bambini che chiedono il pallone e le scarpe, dico che possono farne a meno? Non hanno anche loro il diritto di giocare?


Possibile che qualcuna delle squadre di calcio italiane che spendono miliardi per un giocatore non possano una volta mandare a questi sfortunati bambini qualche pallone?
E per quelli che indossano vestiti che non hanno mai visto il sapone e non vanno a scuola perché i genitori non hanno ancora capito l’importanza dell’istruzione, cosa facciamo? Li aiutiamo ad andare a scuola oppure facciamo finta di niente?


A chi è solo e malato e vive la sua malattia sopportando il dolore senza medicine e vivendo in una capanna squallida, diamo un poco di conforto e la possibilità di andare all’ospedale?
Guardate questa foto e rendetevi conto,questa donna non è incinta, ha la cirrosi epatica e la stiamo portando all’ospedale con un’ambulanza improvvisata, e poi in Italia ci lamentiamo!!


Allora, cari amici, se a queste domande avete risposto con un si, continuate ad aiutarci ad aiutare, noi possiamo farlo solo con il vostro sostegno che, finora, è sempre stato generoso.
Tra pochissimi giorni sarò in Italia, ho anticipato il ritorno perché voglio tornare qui per il Natale, preferisco trascorrerlo nella semplicità di Hombolo.
Quando tornerò al villaggio spero di potervi raccontare che la pioggia scenda copiosa e i campi, ora riarsi, siano verdi distese di mais, spero di tornare con rinnovato entusiasmo e tanta voglia di fare e che il Signore mi conceda la salute per farlo.
Grazie a tutti voi, un abbraccio anche da parte dei bambini di Hombolo, ciao, MariaCarla.

 

 

Hombolo 26-08-2009
Amici carissimi,
tanto per cambiare sono in ritardo nel mandarvi notizie da Hombolo, ma non potete non perdonarmi se apro questa lettera col meraviglioso sorriso di Loy.

Allora, da dove volete che cominci, dalle notizie buone o da quelle cattive?
Dai, lasciamo quelle buone per ultime, meglio chiudere in bellezza.
Per riprendere il discorso iniziato nella mia ultima lettera, purtroppo devo dirvi che non è ancora finita anzi, in un certo senso le cose sono peggiorate perché, proprio la bambina di cui vi ho parlato è ben lontana dall’avere risolto il suo problema anzi, ultimamente la situazione si è fatta più pesante perché, nei momenti in cui perde conoscenza, diventa violenta ed assume una forza incredibile.
Ma non voglio tediarvi ancora con queste cose, passiamo alla brutta notizia numero due.
Sapete gia che nel 2007 abbiamo aperto un mulino per la macina del granoturco, ebbene, lo scorso mese di Giugno, nonostante avessimo un guardiano, una notte ci hanno rubato il motore della macchina che macina, lo hanno pure caricato sul nostro carretto che hanno poi abbandonato senza ruote.
Quello che più mi ferisce è il comportamento di quelle persone che non hanno capito che siamo qui per cercare di dare una mano a migliorare la loro vita e, invece di collaborare cercano sempre di “fregarti” in tutti i modi possibili.
Quando succedono queste cose il morale va sotto terra e vorrei mollare tutto ma so che non potrei mai venire meno al mio impegno e così, incassiamo e andiamo avanti!
Naturalmente il motore è già stato sostituito da uno nuovo e il mulino funziona a pieno ritmo con grande soddisfazione di tutte le donne che, nei giorni in cui eravamo fermi, dovevano farsi almeno tre chilometri a piedi per andare ad un altro mulino del villaggio.

Certo che per le nostre finanze è stato un bel colpo perché, un bel gruzzolo dei soldi che stiamo faticosamente mettendo da parte per il trattore, è andato a farsi benedire.
La nuova macchina del frantoio comprata in Italia è finalmente arrivata ed è entrata in funzione purtroppo per breve tempo, infatti, tanto per cambiare, ci sta dando un po’ di problemi e non riusciamo a lavorare, se c’è qualcuno che se ne intende e vuole venire qui a darci una mano, noi lo accoglieremo a braccia aperte.

Passiamo alle notizie buone? Ma sì dai, una volta tanto!!
All’asilo NURU niente di nuovo nel senso che tutto procede bene, i bambini che lo frequentano sono sempre numerosi e noi li accogliamo con gioia.
Mancano ancora i giochi esterni e una bella mensa grande ma, per ora va bene anche così.

La settimana scorsa abbiamo fatto la vendemmia (la seconda dell’anno) ed abbiamo raccolto un’uva eccezionale, gli acini sono grossi e dolci, è stata venduta alla cantina di Hombolo per ricavarne buon vino.

Il nostro piccolo allevamento di maiali ci sta dando qualche soddisfazione, con la crusca del mulino e lo scarto dei semi di girasole, il cibo per loro non manca e diventano belli grassi e pronti per essere venduti e infatti, la settimana scorsa abbiamo venduto i primi dodici.
Anche le galline stanno facendo il loro dovere ed abbiamo già quarantadue pulcini.

Piano piano cerchiamo di raggiungere il nostro scopo che è quello di portare un poco di lavoro, benessere e prosperità nel villaggio e di creare le condizioni perché possano cavarsela da soli.
Non è facile e c’è ancora tanto da fare, noi perseveriamo nel nostro intento ma, senza di voi potremmo fare ben poco, per questo voglio ringraziarvi tutti e invitarvi a continuare a camminare con noi. Grazie a tutti, amici, un abbraccio,


Maria Carla


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Hombolo 20-05-2009


Carissimi,
finalmente stasera sembra che riesca a non addormentarmi sulla tastiera del pc e a trovare la concentrazione per scrivere.
E’ un periodo un po’ faticoso per me perché devo fare a meno della mia preziosa collaboratrice tanzaniana, Maria, ma la mia fatica è già ricompensata dalla gioia di stringere fra le braccia la sua meravigliosa bambina nata pochi giorni fa.
Qui ad Hombolo stiamo attraversando un periodo non troppo felice, c’è fame per lo scarso raccolto dell’anno scorso ma, finalmente, il mais è quasi maturo e tra pochi giorni si potrà raccoglierlo.
Però, anche quest’anno le coltivazioni sono tutt’altro che generose, la stagione delle piogge è stata molto, molto avara, il mais è veramente poco, i girasoli sono piccoli quindi daranno pochi semi e la gente di Hombolo non potrà realizzare un gran che con la loro vendita.
Ma il grande problema di questo periodo sono gli episodi di “ Magia nera” o “Stregoneria”, fata voi, che da circa due mesi si stanno verificando in una delle due scuole primarie di Hombolo.
Ogni giorno un numero variabile di bambine perde conoscenza e (così dice la gente), sono “possedute” da una misteriosa “entità maligna” che è stata procurata da qualcuno che si vuole vendicare, non si sa bene di chi e di che cosa.
Il villaggio è tutto in subbuglio e ci sono continui incontri col capovillaggio, i genitori, le maestre e altre autorità che vengono dalla città, per decidere cosa fare.
Si stanno raccogliendo soldi per comprare l’agnello da sacrificare e per chiamare lo stregone che , così mi dicono, scaccerà gli spiriti maligni.
Io sinceramente credo che siano superstizioni o, come dicono i medici, problemi psicologici, però qualche giorno fa ho vissuto un’esperienza che non dimenticherò mai.
Sono stata chiamata dal padre di una bambina perché, disperato, non sapeva come aiutarla infatti,da parecchie ore, era priva di conoscenza.
Arrivo a casa sua e la trovo sotto un baobab che si dibatte, digrigna i denti e grida, la sua pancia si gonfia e si muove come se ci fosse qualcosa all’interno.
La chiamo, la scuoto, la schiaffeggio ma non risponde, il padre mi induce a fare domande precise chiedendo chi c’è dentro di lei e, senza aprire la bocca, mi risponde.
Rispondevano alle mie domande con grande velocità, mi hanno detto di essere in tre, mi hanno detto i loro nomi, da dove venivano, che li ha mandati una persona di Hombolo e che erano venuti a prendere Gaetana (così si chiama la bambina in questione) per portarla via con loro.
Io ero terrificata ma allo stesso tempo continuavo a fare domande perché volevo capire, alla fine, approfittando del bus che tornava dalla città, la prendo in braccio e la porto all’ospedale.
Insomma, il medico non l’ha nemmeno guardata perché è stufo di questa storia, tutti i giorni arrivano all’ospedale sette o otto bambine in questo stato e non sono mai stati riscontrati problemi di salute.
La sera Gaetana si è svegliata e non ricordava nulla, io non so dare una spiegazione, questa è l’esperienza che ho vissuto, non so quale sia il problema ma non credo alla stregoneria.
Oggi però, c’è stato l’epilogo di tutta questa storia, stamattina, a scuola, hanno perso conoscenza ancora nove bambine e pare abbiano finalmente fatto i nomi di chi avrebbe introdotto queste misteriose entità maligne.
Si tratta di una delle loro insegnanti che, da quando sono cominciati i problemi non si è più presentata a scuola, e di un maestro che insegna nell’altra scuola di Hombolo.
I genitori, inferociti, si sono precipitati a casa ed ha dovuto intervenire la polizia per evitare il peggio, non ho dubbi che sarebbe potuta finire molto, molto male.
Spero che sia finalmente finita questa brutta storia, la gente di Hombolo crede molto a queste cose e sono spaventati al punto da non mandare più i bambini a scuola.
Con questa lettera volevo solo rendervi partecipi delle mie esperienze ad Hombolo, io comunque non sono spaventata e non ho nessuna intenzione di lasciare il mio lavoro e i miei bambini, la prossima volta cercherò di mandare notizie piacevoli, per ora vi saluto con un grande abbraccio,
Maria Carla

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Hombolo 04-05-2009


Carissimi,
oggi desidero fare quattro chiacchere con voi ed esprimere il mio pensiero riguardo a quelle persone che, per caso o perché ne hanno sentito parlare, entrano nel nostro sito, vedono le immagini, si informano sui nostri progetti e vengono assaliti dal desiderio di venire qui ad Hombolo.
Fermo restando che tutti quanti sono i benvenuti, ci sono alcune cose che devono assolutamente essere chiarite.
Vorrei capire perché è quasi facile trovare persone disponibili a spendere un po’ del loro tempo ad Hombolo ma è difficilissimo trovare persone che ci aiutino in Italia.
Se nessuno lavora in Italia per farci conoscere, promuovere progetti, trovare fondi, come facciamo ad andare avanti qui ad Hombolo?
Sono convinta del fatto che è proprio venendo qui e vedendo la realtà del villaggio che potrebbe nascere la voglia di darsi da fare, ma è sbagliato pensare di venire qui per lavorare, chi viene ad Hombolo per la prima volta, deve venire a VEDERE, a rendersi conto delle condizioni di vita, della fame, delle malattie, della mortalità infantile per le malattie più banali.
A cosa serve venire qui a lavorare con noi, magari a costruire, e togliere il lavoro ai locali?
Che senso avrebbe?
Ben venga invece una persona che ha tanto tempo a disposizione e che possa stare qui ad insegnare un mestiere, ad insegnare la manutenzione delle macchine, ad insegnare a cucire, ad insegnare ad organizzare il lavoro in modo razionale, ad insegnare alla gente a “ camminare” con le proprie gambe!
Ben vengano anche quelle persone che vogliono fare un’esperienza in terra africana, il seme che metteremo nel loro cuore potrà germogliare o potrà morire, potrà dare buoni frutti oppure no, non è scontato che l’esperienza debba essere positiva, alcuni potrebbero anche non essere d’accordo sul nostro modo di lavorare.
In ogni caso, bisogna venire qui senza nessuna aspettativa poi, COSA FARE, viene da se ma non SOLO QUI!
E se il “cosa fare” non viene, vuol dire che l’esperienza non è arrivata al cuore, pazienza, l’importante che tutto non si riduca qualcosa da raccontare agli amici al ritorno in Italia.
Mi hanno parlato di una donna che, qualche anno fa, era un po’ in crisi perché, in qualità di pensionata, si sentiva inutile, è sta invitata in Tanzania da un missionario ed ha accettato, ma voleva sapere come poteva rendersi utile, quale lavoro poteva fare.
Le è stato detto di non preoccuparsi e, se temeva di annoiarsi, di portarsi un libro da leggere.
Dopo qualche anno quella donna e’ ancora qui e quel libro non è stato ancora letto!!!
Grazie a tutti amici, vi aspetto, ciao,
Maria Carla


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Hombolo 05-04-2009


Carissimi,
finalmente da qualche settimana la pioggia si è decisa a scendere copiosa e a rinverdire le piante di granturco che stentavano crescere e cominciavano ad ingiallire.
In questa zona della Tanzania la stagione delle piogge è quasi sempre avara, ogni giorno scrutiamo il cielo con la speranza di vedere addensarsi nuvole cariche di pioggia ma è sempre il sole rovente a fare da padrone.
Anche l’anno scorso ha piovuto poco e lo scarso raccolto non è stato sufficiente per un anno intero, già da parecchi giorni c’è fame al villaggio e il prossimo raccolto è ancora lontano.
Vedo arrivare al mulino le donne con un fagottino di mais da macinare, racimolato chissà come e chissà dove; per quel giorno i bambini avranno un poco di polenta, domani si vedrà.
Mi rendo conto che spesso mi ripeto e vi dico le stesse cose ma, credetemi, non ho niente di diverso da raccontarvi.
So che attualmente in Italia la situazione non è molto bella e mi spiace moltissimo per tutte quelle persone che sono in cassa integrazione o peggio ancora hanno perso il posto di lavoro, spero che tutto si risolva al più presto e che ci sia di nuovo lavoro e prosperità.
Oggi è la Domenica delle palme, qui nella chiesa cattolica di Hombolo, si svolge la processione proprio con le fronde di palma e non con l’ulivo come da noi, la gente canta e prorompe in grida di gioia e acclama al Cristo proprio come in quel tempo, a Gerusalemme.
E’ incredibile come ogni pretesto sia buono per cantare, ballare e gioire, pochissime volte ho visto qualcuno piangere, qui la miseria, il dolore, la fame, la morte per le malattie più banali, sono la normalità.
Mi chiedo spesso quali siano qui i diritti dei bambini, quelli che vengono abbandonati e lasciati ai nonni, quelli che non vanno a scuola per fare i pastori, quelli che a scuola vengono picchiati, quelli che soffrono la fame e hanno le pance gonfie di vermi, chi si preoccupa di rispettare i loro diritti?
Proprio ora sono tornata dal posto di polizia del villaggio dove ho portato Maria, una bambina di tredici anni che i genitori non vogliono ed è arrivata da me a chiedere aiuto.
Ognuno dei genitori accusa l’altro di non occuparsi dei figli, il padre, che ha lasciato la famiglia per un’altra donna pretende di assolvere il suo compito di genitore solo comprando a Maria i quaderni per la scuola, la mamma riversa la sua frustrazione sulla figlia, la insulta e la manda via.
Chi darà a Maria quell’amore che avrebbe tutto il diritto di avere?
Domenica prossima sarà Pasqua, spero che sia anche per Maria, un giorno di pace e serenità e che trovi all’interno della sua famiglia tutto ciò di cui ha bisogno, soprattutto tanto amore.

Auguro a tutti voi una Buona Pasqua, vi mando un caro saluto e un abbraccio,
Maria Carla

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Hombolo-23-02-2009

Carissimi,
anche quest’anno sono ritornata a casa dopo la pausa natalizia in Italia e, come sempre, voglio rendervi partecipi della situazione attuale qui ad Hombolo.
A dire la verità, non so come cominciare perché, tanto per cambiare,non ho notizie belle da raccontarvi ma posso solo parlarvi dei soliti problemi che affliggono questo villaggio.
Siamo nella stagione delle piogge ma, dopo un promettente inizio già lo scorso Novembre, ora non piove già da parecchi giorni e le coltivazioni sono molto,molto indietro.
La prima semina a Dicembre non è andata bene perché la pioggia si è fermata per cinque settimane e il sole ha bruciato tutti i germogli.
La seconda semina, temiamo che subisca lo stesso trattamento se non si decide a piovere al più presto.
Tante volte mi chiedo perché tutto si accanisca contro questa terra, questa gente, questi bambini…
Tante volte mi chiedo a cosa valgono i nostri sforzi e il nostro aiuto se poi tante avversità affievoliscono ogni barlume di speranza.
Ma noi non ci arrendiamo e ce la mettiamo tutta per andare avanti e fare del nostro meglio per migliorare un pochino le condizioni di vita della gente di Hombolo.
Anche quest’anno l’asilo “NURU” è stato riaperto dopo le vacanze con numerosi bambini , grazie per il vostro sostegno che ci permette di continuare ad accoglierli.
Il mulino lavora, il frantoio lavora poco ma, in questa stagione è normale, bisogna aspettare il raccolto e allora si lavorerà davvero giorno e notte.
Abbiamo terminato la costruzione del porcile e del pollaio, ci sono già quindici maialini che stanno ingrassando, per i polli invece, aspettiamo che si risolva un’epidemia in corso che provoca la mortalità di molti di essi, e poi provvederemo a rifornire il pollaio.
Io spero di riuscire fra un po’ a far mangiare ai bambini dell’asilo anche carne e uova per alternare i soliti fagioli.
Abbiamo piantato nel terreno dell’asilo alberi da frutta che potremo annaffiare anche durante la stagione secca, grazie all’acqua piovana che recuperiamo nelle grandi cisterne che abbiamo costruito nel 2007,così potremo avere anche un po’ di frutta per i bambini.
Spero nella mia prossima lettera di potervi dare notizie più confortanti, nel frattempo mando a tutti voi un grande abbraccio,
Maria Carla

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Carissimi,
ancora per pochi giorni sarò in Italia,il gelido inverno di quest'anno non basta certo a raffreddare il mio entusiasmo e il mio desiderio di tornare, al più presto, ad Hombolo.
Le notizie che mi giungono dalla Tanzania sono abbastanza confortanti,la stagione delle piogge ha avuto un buon inizio,i campi sono stati coltivati e non ci resta che sperare in un raccolto abbondante.
Le vacanze sono terminate e il nostro asilo "NURU" ha riaperto i battenti,tanti bambini lo hanno lasciato per entrare nella scuola primaria,altrettanti ne sono arrivati ed io non vedo l'ora di conoscerli.
Vi avevo promesso che avrei raccontato della festa che abbiamo organizzato per la chiusura dell'anno scolastico,scusatemi se lo faccio in ritardo.
La mattina della festa,i bambini sono arrivati con i loro vestitini più belli,puliti e profumati,erano presenti anche molte mamme,qualche papà e qualche ospite proveniente dalla città.
Tutti i bambini,anche quelli più piccoli,hanno dato vita ad uno spettacolino di canti e balli che,da tempo,avevano diligentemente preparato,io non ho tardato ad unirmi a loro tra l'ilarità generale.



A tutti bambini dell'ultimo anno,è stato consegnato un dilpoma,i pastelli,quaderni e matite,i bimbi erano felicissimi per i regali,i genitori orgogliosi come se i loro piccoli avessero conseguito la laurea,



Nel frattempo alcune donne cucinavano pentoloni di riso e carne per tutti,ma la gioia dei bambini è stata al culmine quando ciascuno di loro ha ricevuto una bottigietta di aranciata; ci vuole così poco per farli felici!
Col nuovo anno il nostro impegno continua,noi e voi insieme continueremo a fare in modo che si concretizzi la speranza per un futuro migliore.
Grazie,grazie di cuore a tutti voi a nome dei bambini di Hombolo,spero di mandarvi al più presto notizie dal villaggio anche per aggiornarvi sui nostri nuovi progetti.
Ciao a tutti,
Maria Carla


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Hombolo 19 Dicembre 2008

Carissimi amici,
da qualche giorno sono in Italia ma vi confesso che il mio cuore è rimasto ad Hombolo.
Essere catapultata nella realtà consumistica del nostro paese,specialmente in questo periodo natalizio, aumenta la nostalgia per i bambini di Hombolo.
Ho visto bambini al mulino che,per mangiare, raccolgono i chicchi di mais che cadono dai sacchi,

ho visto i bambini dei lebbrosi vivere in condizioni di povertà assoluta,

ho visto bambini che posseggono un solo lacero vestito e non hanno mai avuto le scarpe,

ma ho lasciato anche bambini sorridenti. Vorrei fare di più, se mi aiuti,insieme ce la faremo.
I bambini dell’asilo “NURU”, augurano a tutti:
BUON NATALE.

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Hombolo 16 Novembre 2008

Carissimi, incredibile ma vero,ha piovuto!!
Ha piovuto con un mese di anticipo rispetto alla norma ma temo si tratti solo di un rovescio occasionale e non di un vero e proprio inizio della stagione delle piogge.
Intanto cominciamo a godere di quel poco di frescura che ci viene donata,poi si vedrà.
La pioggia tanto desiderata però,non ci ha portato solo benefici,eh no,troppa grazia!, ma ha portato con se problemi e disagi.
Alcuni pali della luce sono già caduti e siamo senza corrente elettrica già da tre giorni e la gente del villaggio continua ad aspettare pazientemente di potere macinare il mais.
Devo ammettere che questa situazione assieme ad altri innumerevoli problemi mi sta logorando e scoraggiando,forse sarà perché sono stanca anche a causa del gran caldo,fatto sta che a volte mi sembra tutto così difficile!!
Poi però, mi basta arrivare al nostro asilo e trovare quella banda di scalmanati che mi saltano addosso e mi strapazzano,che non mi ricordo più dei problemi e divento monella più di loro.
A volte vedo le maestre che mi guardano imbarazzate quando lascio che i bambini me ne facciano di tutti i colori, secondo me pensano che mi manchi qualche rotella; e magari hanno anche ragione.
Comunque, poiché sto quasi per tornare in Italia, vorrei ancora una volta fare con voi il punto della situazione.
So benissimo che quest’anno ho mandato poche notizie,però non ho mancato di aggiornarvi sull’andamento dei nostri progetti.
La gestione dell’asilo “NURU” richiede un impegno economico non indifferente ma,grazie a Dio e alla vostra generosità, non abbiamo mai rimandato i bambini a casa senza mangiare.
Avremmo bisogno di costruire una mensa abbastanza grande per tutti ma per ora ci accontentiamo che una parte di loro mangino in classe sulle stuoie, tra l’altro per loro non è assolutamente un problema mangiare per terra,l’importante è mangiare.
Dire che il frantoio che abbiamo aperto lo scorso Luglio vada avanti benissimo,sarebbe una piccola bugia, il problema sono le macchine di pessima qualità che,di conseguenza,ne hanno sempre una.
In Tanzania non è possibile trovare prodotti di qualità,sarebbero troppo costosi e nessuno potrebbe permetterseli, ho girato tanto ma non è stato possibile trovare macchine provenienti dall’Europa e così abbiamo dovuto accontentarci.
Stesso discorso per il mulino anche se,a dire il vero, le macchine creano molto meno problemi di quelle del frantoio, e così, un colpetto di qua e una martellata di la, un po’ di ingegno e un po’ di filo di ferro, il lavoro va avanti.
Da qualche settimana sono iniziati i lavori di costruzione del porcile e del pollaio, tutto sta procedendo bene e, sicuramente prima della fine dell’anno in corso, daremo il via al nostro piccolo allevamento.
Il cibo per gli animali non ci manca poiché possiamo disporre degli scarti del mulino e del frantoio.
Ora non ci resta che sperare che il buon Dio ci mandi la pioggia e che il cuore grande di tutti voi, amici carissimi,ancora una volta si apra all’amore e alla solidarietà.
Forse sto diventando noiosa ma non posso stancarmi di chiedere il vostro aiuto perché possiamo coltivare il grande terreno in prossimità del nostro pozzo e,senza un trattore diventa un’impresa ardua e attualmente ad Hombolo,i trattori sono fuori uso.
E poi…. Sono tante le cose che mi piacerebbe potere fare, ci sono gli anziani senza casa, i malati di AIDS, i lebbrosi e i loro bambini....
Intanto abbiamo invitato i lebbrosi a mandare i loro piccoli al nostro asilo, chi più di loro ha diritto a un po’ di speranza? Sono certa che tutti voi, pur essendo lontani, ci siete vicini col cuore, noi vi ringraziamo e vi mandiamo un abbraccio grande,grande, ciao,
Maria Carla

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Hombolo 26 Ottobre 2008

Carissimi,come va?
Qui fa un gran caldo,gli alberi sono spogli,i campi assomigliano sempre di più a lande desolate e desertiche,il vento fa da padrone e solleva nuvole di sabbia che ci riempie gli occhi e la bocca e il sole,palla di fuoco rovente,ci martella senza pietà durante i nostri spostamenti in bici.
Gli animali al pascolo vagano alla ricerca di qualche improbabile ciuffo d’erba rimasta poi,stremati, riposano all’ombra di qualche grande baobab o di qualche acacia assetata almeno quanto loro.
La gente che nel periodo delle piogge usufruisce dell’acqua che si raccoglie nelle pozze,ora arriva ai pozzi anche da molto lontano con ogni mezzo, col carretto trainato dai buoi, col secchio sulla testa o,per chi ce l’ha,con la bicicletta.
Non è raro vedere i bambini insieme alle loro mamme anch’essi col loro secchiello sulla testa.
Quest’anno il raccolto è stato avaro e il cibo comincia a scarseggiare;e la pioggia è ancora lontana!
Poi,come se i disagi non bastassero, ci si mette anche la società che eroga l’energia elettrica creando problemi non indifferenti con la sospensione della corrente a loro piacimento.
Tutto il nostro impegno nel creare strutture che portino benessere alla popolazione,in questo modo va a farsi benedire e la gente,se vuole mangiare,è costretta ad aspettare fuori dal mulino che torni la corrente per macinare il mais.
E,credetemi,in questi giorni l’erogazione dell’energia elettrica viene sospesa dalle nove del mattino fino alla sera,per fortuna che i nostri ragazzi che lavorano al mulino non chiudono finchè no hanno servito tutte le persone in attesa.
Ho visto gente venire al frantoio anche da molto lontano e doversene tornare senza olio sempre per lo stesso problema eppure,non ho mai sentito una lamentela e non ho mai sentito inveire contro nessuno,per loro i disagi sono la normalità.

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Devo ammettere che le donne africane hanno una grande dote che io non ho e che,dubito,non riuscirò mai ad imparare, la pazienza!!
Certamente,però,non mi manca la voglia di continuare nonostante tutto infatti,proprio questa settimana,abbiamo dato inizio alla costruzione del porcile e del pollaio (ne avevo accennato nella precedente lettera), spero di vedere i lavori completati prima del mio rientro in Italia il prossimo Dicembre.
Anche noi,come tutti qui ad Hombolo,stiamo preparando il terreno per coltivarlo durante il periodo delle piogge ma temo che il nostro lavoro sia inutile,in tutto il villaggio non si trova un trattore in buone condizioni,come areremo?
Areremo con i buoi? Un trattore ci servirebbe davvero tanto e non solo per noi ma per tanta gente del villaggio.
Il mese di Dicembre,qui in Tanzania, finisce la scuola, molti bambini del nostro asilo, il prossimo Gennaio, andranno alle elemtari e altrettanti ne arriveranno da noi.
Spero che i bambini che ci lasciano abbiano recepito il nostro messaggio di speranza,noi abbiamo messo nei loro cuori un piccolo seme di solidarieta,di amore,di luce,mi auguro che metta radici profonde e porti buoni frutti per il loro futuro.
Voi non potrete sentirli durante la festicciola che faremo per la chiusura ma,tutti i bambini del nostro asilo NURU canteranno per voi e vi diranno grazie,grazie con tutto il cuore.

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Io li abbraccerò e li saluterò per tutti voi,poi,al mio ritorno in Italia,vi racconterò tutto della festa.
Non mi resta che mandare un abbraccio a tutti voi e un caro saluto,ciao,
Maria Carla

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Hombolo 23 Luglio 2008

Carissimi amici,
:”Finalmente!”,direte voi,:”Era ora che ti facessi sentire.”
Avete ragione,scusatemi ma davvero gli impegni sono tanti e faccio quello che posso,certo che è davvero molto tempo che non vi mando notizie da Hombolo,cercherò di rimediare.
Se ricordo bene,nella mia ultima lettera ho scritto che avevamo dato inizio ai lavori per la costruzione di un frantoio per i girasoli,ebbene,da qualche giorno,il frantoio è in funzione.
Abbiamo cercato di fare le cose per bene quindi, non ci siamo accontentati della macchina che spreme l’olio dai semi di girasole ma, abbiamo installato anche il filtro per cui ricaviamo un olio limpidissimo,proprio come quello che si compra nei negozi della città.
Grande è lo stupore della gente, abituati come sono a vedere ed usare l’olio nero non filtrato del vecchio frantoio,non credono ai loro occhi.
Ieri qualcuno mi diceva :”Adesso si che,finalmente,mangerò la polenta buona!”
Che bello vedere la gente contenta! E anch’io sono molto felice di potere contribuire a migliorare un pochino le loro condizioni di vita.
Certo io non potrei fare nulla qui senza di voi,senza il sostegno,la generosità e l’impegno di quanti mi aiutano,la mia presenza qui ad Hombolo,servirebbe a ben poco.
Per questo,ciascuno di voi,può gioire con me per quest’ altra piccola conquista, per avere portato un pochino di benessere che,forse a voi sembrerà poco ma vi assicuro che non è così,e per avere “stupito” ricavando dal prodotto della loro terra, coltivata con tanta fatica,olio buono.
Ma non pensate che adesso abbiamo intenzione di fermarci,neanche per sogno!
Ora che abbiamo il pozzo,il mulino e il frantoio,abbiamo acqua e cibo (crusca e scarti dei girasoli) per avviare un piccolo allevamento di animali come,galline,capre,maiali e,perché no,anche mucche.
E allora,pronti via,diamo inizio alla costruzione della recinzione,del pollaio,stalle ecc., però,quanto ci servirebbe un trattore!
Dai,non mettiamo limiti alla provvidenza,prima o poi ce la faremo a comprarlo,prima o poi avremo una moto e metteremo in “pensione” la bicicletta,prima o poi….
Quanti sogni! Meglio stare coi piedi per terra e pensare alla realtà di oggi comunque credo sia positivo avere ancora tanta voglia di fare poi,”pole pole” (piano piano),con l’aiuto di Dio,andremo avanti coi nostri progetti.
La situazione attuale,qui ad Hombolo,è discreta,nel mese di Giugno c’è stato il raccolto del mais e del miglio quindi,per ora,non c’è fame, i problemi ci saranno fra qualche mese perché il raccolto,scarsissimo, non è assolutamente sufficiente per un anno anche se,come vi ho già raccontato in altre occasioni,la stragrande maggioranza della gente mangia una volta al giorno.
Il nostro asilo “NURU” va avanti bene sempre grazie a voi che,con il vostro aiuto,permettete a tanti bambini di frequentarlo,di imparare di mangiare e di sorridere.
Spero di potervi scrivere ancora presto e raccontarvi la vita del villaggio,intanto vi saluto con un forte abbraccio unito ai baci dei bambini,ciao,
Maria Carla

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Hombolo 6 Aprile 2008

Carissimi,
oggi è una giornata di pioggia e,non potendo uscire come di consueto con la bicicletta,ne approfitto per scrivere e mandarvi le ultime notizie da Hombolo.
Come vi ho già detto, le coltivazioni sono molto scarse a causa del ritardo delle piogge e,come se non bastasse,in questi ultimi giorni sta piovendo decisamente troppo causando ulteriori danni.
Qualche settimana fa un temporale con vento fortissimo ha scoperchiato molti tetti (anche quello di casa mia),le lamiere sono letteralmente volate via,molte capanne sono cadute e ci sono state due vittime,una bambina e il suo papà,e qualche ferito.
Ma quello che mi ha veramente sconvolto è ciò che è successo qualche giorno fa.
Un bambino è stato picchiato a morte solo perché,con alcuni amici,ha preso un’anguria in un campo.
Gli altri bambini sono scappati mentre lui è stato preso dal proprietario del campo e,prima costretto a forza di botte a mangiare tutte le bucce dell’anguria,poi ridotto in fin di vita a calci.
Dopo poche ore è morto,aveva il fegato spappolato.
Lo so che vi state chiedendo come possano succedere simili cose,io penso che la colpa sia della fame che induce i bambini a rubare,della miseria che incattivisce l’uomo e della scuola che punisce i bambini picchiandoli col bastone per ogni piccolo sbaglio.
Quale insegnamento volete che ne traggano se non che gli sbagli vanno puniti con la violenza?
Ho espresso il mio pensiero agli insegnanti della scuola di Hombolo e si sono molto arrabbiati,sono convinti di essere nel giusto e ritengono non ci sia altro modo per castigare se non le punizioni fisiche inoltre,mi compatiscono come fossi una deficiente a non capire la validità del loro metodo educativo. Infatti i risultati si vedono!
Ma quello che mi sconvolge ancora di più è vedere che,dopo solo tre giorni,sembra già tutto dimenticato,oggi è Domenica ma, alla Messa,non ho sentito dal Padre una parola,un ricordo,una preghiera per questo bambino.
E mi sembra davvero terribile che un fatto così grave passi quasi inosservato.
Mi spiace molto che,ogni volta che scrivo,non ho mai cose liete da raccontarvi,purtroppo però,questa è la realtà di Hombolo.
Qualcosa di positivo però,ve lo posso dire,da una settimana abbiamo iniziato la costruzione del frantoio per i girasoli,la prossima settimana andrò a Dar es Salaam a comprare le macchine e,se non ci saranno inconvenienti,lo metteremo in opera al più presto.
E poi, ci sono i bimbi del nostro asilo che mi tengono allegra e non mi lasciano il tempo di pensare alle cose tristi,sono così vivaci,così belli e così….tanti!
Allora,chiudete gli occhi e immaginate 140 sorrisi furbetti e 140 manine che si agitano per mandarvi tantissimi saluti e per dirvi :”ASANTE SANA” ( grazie tante).
Anche da parte mia,un caloroso saluto,ciao,
Maria Carla

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Hombolo - 8 Febbraio 2008

Carissimi amici,
a tutti voi un caro saluto da Hombolo.
Ebbene si,sono tornata a “casa” e ne sono felice.
Tornare fra la gente del villaggio e rivedere i nostri piccoli monelli che frequentano l’asilo,mi riempie di gioia e mi da una grande carica per continuare.
La situazione attuale,qui ad Hombolo non è delle migliori; le piogge sono arrivate con grande ritardo e le coltivazioni sono molto indietro anzi, il mais non è nemmeno stato seminato perché il tempo che manca alla fine della stagione delle piogge,non è sufficiente perché possa crescere.
Potete quindi capire che si prospettano tempi duri, a breve termine.
Capiterà mai che possa scrivere :” Ad Hombolo va tutto bene?”
Proprio oggi sono andata a salutare le missionarie della carità ( suore di Madre Teresa di Calcutta ) che,qui ad Hombolo,hanno una casa dove accolgono i bambini la cui madre muore di parto e gli anziani soli e ammalati ed ho trovato una lunga fila di persone in attesa fuori dal cancello.
Mi dicevano le suore, che sono costrette a sospendere gli aiuti ( distribuzione di cibo) perché il numero delle persone che arrivano anche da molto lontano è sempre più alto e la situazione è insostenibile.
Che Dio ci aiuti e non si ripeta la carestia del 2006!
Anche la gestione del nostro asilo “NURU” è diventata molto onerosa, il prezzo del mais è già passato da Tzh 15.000 per 100 Kg che ho pagato lo scorso Ottobre, agli attuali Tsh 38.000 che pagherò stamattina poiché sono venuta in città a farne scorta.
Questo complicherà forse un po’ le cose, magari dovremo aspettare a mettere in opera i nostri altri progetti ma, questo ve lo garantisco,non faremo mancare il cibo ai nostri piccoli ne ad altri che chiederanno aiuto.
Io speravo tanto di coltivare il grande terreno che abbiamo in prossimità del pozzo ma, la pioggia non ci ha aiutato e,ad Hombolo e nei villaggi circostanti, attualmente non c’è un trattore che funzioni. Come possiamo arare?
La gente di qui mi ripete spesso :” Maisha magumu!” ( “La vita è dura!)
Credetemi,non potete sapere quanto!
Eppure io non ho mai sentito lodare e ringraziare Dio quanto sento qui ad Hombolo.
Qui,dove nulla è dovuto o scontato,si ringrazia Dio per la pioggia che cade, per il sole che scalda, per un bimbo che nasce, per un giorno di lavoro,per avere mangiato almeno una volta al giorno, per la salute, per la vita…
Credo di avere molto da imparare. Io voglio ringraziare tutti voi che continuate a sostenerci con affetto e lo faccio con un grande abbraccio.
Spero di mandare presto altre notizie,ciao,
Maria Carla


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Hombolo - 1 Novembre 2007

Amici carissimi,
tra qualche giorno tornero' in Italia per un breve periodo e,prima di lasciare la Tanzania,vorrei fare con voi il bilancio della mia permanenza in questa terra bellissima.
Al mio arrivo lo scorso Febbraio,la costruzione dell'asilo era a buon punto per cui,come gia' sapete,il 2 Maggio,e' stato inaugutato e aperto.
Vi ho gia' raccontato che i bambini che lo frequentano ora sono 140 e,specilmente ora che siamo in emergenza acqua,vi confesso che non mancano i problemi e le difficolta'.
Stiamo costruendo una cisterna enorme per la raccolta dell'acqua piovana,speriamo che piova abbondantemente.
Qualche tempo fa sono andata a Dar es Salaam,la piu' grande citta' della Tanzania,per cercare i giochi didattici per i nostri piccoli.
Ho trovato un centro Montessori che li fabbrica e ne ho rifornito l'asilo.
Si tratta di puzzle molto semplici e coloratissimi che servono anche ad imparare l'lfabeto e i numeri.
I bambini che non avevano mai visto niente del genere,li hanno accolti con grande entusiasmo e si impegnano divertendosi.
Spero di poterne comprare presto ancora un po perche' i bimbi sono veramente tanti.
L'altra opera che abbiamo portato a termine e' il mulino per la macina del mais.
Credo di avervi gia' raccontato che nelle zone rurali della Tanzania, il mais e' praticamente il principale sostentamento della gente,la polenta qui si mangia tutti i giorni accompagnata da un'erba che cresce spontanea nei campi.
Rarissimamente la polenta viene mangiata con i fagioli e,praticamente mai,con la carne.
Chi poi ha un buon raccolto puo' mangiare due volte al giorno ma,nella maggior parte dei casi,si mangia una volta sola.
Quindi capite bene che il mulino e' un servizio indispensabile,per questo noi lo abbiamo costruito in una zona del villaggio che ne era sprovvista e vi assicuro che la gente ne e' felicissima e non smettono mai di ringraziare.
Io ancora qualche sogno da realizzare qui ad Hombolo,sono sicura che,se continuerete tutti a "sognare" con me, riusciremo a fare ancora tanto.
"Pole pole"in lingua kiswahili significa "piano piano",a piccoli passi continueremo con voi a dare una mano a questi nostri fratelli.
Vi mettero' al corrente dei miei "sogni" e so gia' che non mi lascerete da sola.
A tutti voi un grandissimo GRAZIE e un abbraccio,
Maria Carla

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Hombolo - 21 Settembre 2007

E' un momento molto triste per me,l'altro ieri e' morta la figlia di un ragazzo che lavora con noi,annegata in una pozza d'acqua molto profonda;era il giorno del sua quarto compleanno.
Durante la lunga veglia che precede la sepoltura ascoltavo i canti struggenti delle donne e leggevo sui loro volti la rassegnazione di chi vede tante,troppe volte morire i bambini.
Cantavano :" Dite alla mia mamma che vado da Dio Padre e non tornero' mai piu'".
:"E ditelo al mio papa' che vado da Dio Padre e non tornero' mai piu'".
E ancora :" Volevo diventare grande ma tu,Signore,mi hai chiamato e io vengo da te".
E mentre le donne anziane lavavano e vestivano il piccolo corpo,guardandole mi chiedevo quante altre volte lo avessero fatto,ogni lutto ha scavato segni profondi sui loro visi e ha spento la luce degli occhi.
Io credo che se la sofferenza e il dolore hanno un volto,e' quello delle donne africane.
Il nostro lavoro qui ad Hombolo,procede senza grosse difficolta' salvo la mancanza di acqua proprio nella zona dove abbiamo l'asilo.
Noi abbiamo il pozzo in funzione dal 2005 molto ricco d'acqua,ma si trova in tutt'altra zona del villaggio molto lontano dall'asilo.
In ogni caso non facciamo mancare il cibo ai nostri bambini,ogni giorno riempiamo diverse taniche di acqua e,con un carrettino,le trasportiamo fino all'asilo in modo che le donne possano cucinare e pulire senza problemi.
Per risolvere questa situazione abbiamo dato inizio agli scavi (naturalmente a mano) per costruire una cisterna di raccolta dell'acqua piovana.
Questo ci garantira' una scorta d'acqua per diversi mesi,sempre ammesso che piova.
Intanto i nostri bambini prima intimoriti dalla "mzungu", donna bianca e ora sempre piu' monelli e intraprendenti,frequentano l'asilo ancora piu' numerosi,siamo arrivati a 140.
Poiche' desidero imparino a farsi prossimi verso gli altri e,mi auguro sbocci in essi il seme della solidarieta',per tre volte la settimana andiamo con piccoli gruppi e due maestre,a portare il cibo ad alcune persone molto anziane e sole.
E' bellissimo vedere questi piccoli che fanno a gara per portare gli zaini con le provviste ed e' commovente la gioia e l'incredulita' dei vecchietti.
La prima volta che siamo andati da una donna cieca e,tutta felice ha cominciato a prendere fra le sue le mani dei bambini,quando ha trovato le mie mani piu'di e ha voluto sapere chi fossi,non voleva credere che una bianca fosse andata da lei nella sua misera casa.
Allora ho sciolto i capelli e glieli ho fatti toccare,in questo modo si e' arresa all'evidenza e la sua felicita' era al colmo.
Vi assicuro che,anche se e' molto faticoso andare a piedi sotto l'implacabile sole africano,mi sento ampiamente ripagata dalla gioia con cui queste persone ci accolgono.
Inoltre per me e' un'altra opportunita' per ringraziare Dio di quanto mi ha dato e per imparare ad accontentarmi.
Lunedi' prossimo apriremo il mulino per la macina del mais,grazie alla generosita' di tutti voi,abbiamo potuto realizzare anche questo servizio per tanta genta che deve altrimenti fare molti chilometri a piedi per andare a macinare.
Io sto bene nonostante qualche disavventura che mi ha lasciato tanta amarezza ma non mi ha tolto l'entusiasmo per andare avanti,ci vuole ben altro per farmi desistere.
A tutti voi , cari amici mando un caro saluto e un abbraccio. Ciao,
Maria Carla

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Hombolo - 12 Luglio 2007

Amici carissimi,si lo so,e' da un po che non mi faccio sentire ma,sara' che ho un sacco di cose da fare,sara' l'eta' che avanza,fatto sta che non rendo piu' come una volta.
Se devo dire tutta la verita' lo scorso mese di giugno,poiche' l'asilo era chiuso per le vacanze,mi sono presa una decina di giorni di riposo ed ho portato Maria (la mia collaboratrice tanzaniana) e due bambini a vedere gli animali nei parchi.(naturalmente a mie spese) Mi sembra cosi' ingiusto che la stragrande maggioranza delle persone native della Tanzania non possano permettersi di vedere le bellezze della loro terra!
Non potete immaginare la gioia di Maria e dei bambini e lo stupore davanti agli enormi elefanti,al grandi branchi di zebre,gazzelle e gnu o davanti alle timide giraffe e ai possenti leoni.
E io,vi assicuro,ho goduto un mondo della loro gioia.
Lo scorso 9 Luglio tutte le scuole hanno riaperto i battenti,le vacanze sono finite e i bambini sono tornati,un po di malavoglia,a studiare.
Il concetto di vacanza,come potete immaginare,qui ad Hombolo e' molto diverso rispetto al nostro,qui nessuno va al mare o in montagna,qualche bambino va magari a trovare i nonni che abitano in un altro villaggio ma,per il resto,giocano semplicemente dalla mattina alla sera.
Ed e' durante le vacanze che molti bambini maschi vengono sottoposti al "rito" della circoncisione.
E'un vero e proprio rito tribale che segna un "passaggio" nella vita del bambino,praticamente,da quel giorno,diventa grande per cui,data l'importanza della cosa,bisogna festeggiare.
Il piccolo (6-7 anni)dopo la circoncisione viene accompagnato a casa da un corteo di parenti e amici al suono dei tamburi,con danze,canti e acclamazioni di gioia.
Ma non potra' entrare in casa,dovra' restare in un luogo appositamente preparato poi,a guarigione avvenuta,ci sara' la grande festa sempre con danze e canti.
Spesso mi e' capitato di imbattermi in questi cortei lungo le strade del villaggio e non ho potuto esimermi dal danzare con loro, con grande gioia di tutti.
Ormai mi considerano una di loro,quando poi incontro persone anziane e saluto col loro dialetto,sono felicissimi.
Anche il nostro asilo ha riaperto e i nostri bambini,alcuni felici,altri piangenti,sono tornati tutti diligentemente ad assolvere il loro impegno quotidiano.
Qui ad Hombolo stiamo attraversando un periodo tranquillo,il raccolto c'e' stato e nessuno soffre la fame,l'acqua per ora non manca,le zanzare sono poche essendo ora inverno e stagione secca per cui,anche i casi di malaria,sono relativamente pochi.
Ma la poverta' qui ad Hombolo e' sempre grande ed e' difficile non farsi sconvolgere dalle situazioni che mi si presentano ogni giorno.
Si vede morire tanta gente giovane anche per le malattie piu' banali, solo perche'non hanno i soldi per l'ospedale o perche' le strutture sono inadeguate.
Ho visto morire un ragazzino di 15 anni perche' (cosi' mi hanno detto)aveva un'infezione alla testa e il pus ha distrutto il cervello,lo curavano per malaria!
A volte la mia impotenza davanti a tanto dolore mi fa stare male,ma cosa posso fare?
Intanto il nostro lavoro qui ad Hombolo,procede con la costruzione di un mulino per la macina del mais,in questi giorni stanno facendo il tetto,settimana prossima andro' a comprare le macchine percio',penso,entro un mese andra' in funzione.
Dalla prossima settimana vorrei anche cominciare,coi bambini dell'asilo',ad aiutare le persone anziane e sole portando loro il cibo.
Spero che,oltre all'aiuto concreto per queste persone,germogli nei bambini il seme della solidarieta'.
Vi raccontero' come andra' e come reagiranno i bambini per questa gesto cosi' inusuale per loro.
Intanto mando a tutti un caloroso saluto e un abbraccio,
Maria Carla

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Hombolo - 11 Maggio 2007

Carissimi amici,
e'con grande piacere che vi scrivo per rendervi tutti partecipi della mia gioia perche',lo scorso 2 Maggio,abbiamo inaugurato il nostro asilo 'NURU'.
In lingua kiswahili NURU significa LUCE,abbiamo scelto questo nome perche' ci auguriamo che i bambini che lo frequentano trovino una luce guida e la speranza in un futuro migliore.
I nostri bambini sono 130,tanti altri vorrebbero entrare ma e' proprio possibile.
Sono gia' tantissimi!
Avreste dovuto vederli il primo giorno che abbiamo iniziato a farli mangiare,tutti quanti,nessuno escluso,si sono seduti ad un tavolo per la prima volta in vita loro,con tanto di piatto e di cucchiaio.
Ma sono stati bravissimi!
Si sono impegnati a mangiare col cucchiaio e ci sono riusciti benissimo.
Sapete una cosa? Ancora non so se riusciro' a gestire bene questo asilo che ho gia' voglia di farne un altro in un'altra zona del villaggio.
Qui ad Hombolo,ci sono cosi' tanti bambini che nemmeno 10 asili riuscirebbero ad accoglierli tutti.
Intanto sara' meglio che metta da parte i sogni e faccia i conti con la realta' e,in questo momento,la mia realta' e' quella di accogliere,educare,sfamare e,sopratutto,amare i bambini che frequentano il nostro asilo.
So benissimo che il cammino difficile comincia solo ora,la costruzione della struttura e' solo una tappa e,se vogliamo,anche la liu' facile.
Ma non vi ho ancora raccontato nulla della festa di inaugurazione.
Abbiamo cominciato con l'alzabandiera (italiana e tanzaniana)alle sei del mattino,secondo la legge della Tanzania bisogna rispettare questo orario.
Alle dieci e' iniziata la festa vera e propria,prima c'e' stata la celebrazione della S.Messa poi le danze al suono dei tamburi.
Dopodiche' ho salutato e dato il benvenuto agli ospiti i quali' a loro volta hanno preso la parola,poi il Sindaco di Dodoma ha tagliato il nastro e siamo entrati a visitare l'asilo.
Sono rimasti tutti a bocca aperta perche' non hanno mai visto niente di piu' bello in vita loro infatti,ho fatto dipingere le pareti delle aule con tutti gli animali della savana africana e le pareti della mensa con frutti e fiori.
Poi sono riprese le danze e,finalmente,a tavola.
Direi che tutto e' andato bene,ora non mi resta che rimboccarmi le maniche e cercare di proseguire sempre bene.
So che tutti quanti voi avete un cuore grande,lo avete dimostrato l'anno scorso in occasione della terribile carestia che imperversava qui ad Hombolo',per questo vi chiedo di non abbbandonarci e di aiutarci a sostenere il nostro asilo.
Io e tutti i nostri bambini ve ne saremmo immensamente grati.
Vi terro' aggiornati sull'andamento dell'asilo e vi parlero' del nuovo progetto che stiamo per iniziare la prossima volta.
Per ora vi saluto e vi abbraccio tutti,
Maria Carla

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Hombolo - 3 Aprile 2007


Carissimi amici,
mi è giunta notizia che, grazie a Giorgio, la nostra associazione è in “rete” con un bellissimo sito: che meraviglia!
Da ora, se lo vorrete, potrete conoscere le notizie da Hombolo, fare il punto con noi sui nostri progetti, insomma, camminare insieme a noi.
Certo non aspettatevi di trovare notizie fresche ogni settimana, arrivare in città, specialmente in questo periodo, è un’impresa e, qui al villaggio, non ho il collegamento ad Internet.
Ma che sbadata! Non mi sono ancora presentata.
Mi chiamo Maria Carla, sono una pensionata che ha deciso di provare a vivere a stretto contatto con la gente di Hombolo, per capirne le condizioni di vita ed immedesimarmi nella realtà del paese.
Le condizioni del villaggio sono di estrema povertà e, quando ci si mette anche la siccità, come negli ultimi due anni, la carestia è inevitabile.
La gente di Hombolo vive del proprio raccolto per cui senza pioggia non c’è raccolto, niente raccolto=fame!
Quest’anno però, al mio arrivo lo scorso 6 Febbraio, ho trovato il villaggio irriconoscibile.
Le pioggie copiose avevano ammantato tutto di verde, i campi di mais e di miglio, i prati, gli enormi baobab rivestiti di foglie, le acace fiorite, i campi di girasoli, che meraviglia! Ma che disastro!!
Uffa!! Direte voi: “ Ma non ti va mai bene niente!?”
Il fatto è che le pioggie sono state “troppo” copiose ed hanno provocato moltissimi danni.
Le capanne costruite con mattoni di fango, non hanno retto a questo diluvio e molte sono crollate.
Il lago è tracimato portando con se un sacco di sporcizia, le coltivazioni non sono ottimali, il mais è altissimo ma le pannocchie sono “magre”, i girasoli sono piccoli e l’uva è andata a farsi benedire. In ogni caso, niente a che vedere con la situazione dell’anno scorso, il raccolto ci sarà e tutti ringraziano Dio per il dono della pioggia.
Disastrosa è la situazione della strada (sterrata) che ci collega con la città, prima si è trasformata in un pantano, poi, col passaggio dei bus stracarichi di gente e di merce, si sono formati solchi molto profondi.
Non esagero se vi dico che ogni volta che devo andare in città mi raccomando a tutti i Santi del Paradiso, è veramente pericoloso anche se, nei punti più brutti, scendiamo tutti e ci incamminiamo.
A volte il bus non riesce a passare e aspettiamo per ore, il bello è che qui nessuno si arrabbia, beati loro!
Come se tutto ciò non bastasse, nelle campagne semi-allagate e nelle pozzanghere, le zanzare prolificano a tutto spiano e la malaria imperversa. Le mucche sono colpite da una malattia proveniente dal Kenya ed è proibito macellarle e mangiarne la carne, nella regione di Dodoma hanno perso la vita molte persone per questo motivo.
Giusto per solidarietà con le mucche, da un paio di settimane è arrivata anche la malattia delle capre, meno male che ci sono rimasti i pesci del lago!
Quasi dimenticavo, a causa dei miliardi di mosche che, come sapete si posano dappertutto, è anche proibito mangiare….no, basta! Lasciamo perdere, ve lo dico la prossima volta, ora passiamo ad una notizia bella.
Il prossimo 2 Maggio finalmente ci sarà l’inaugurazione del nostro asilo.
La prossima volta vi racconterò della festa che faremo e vi parlerò dei nostri bambini.
Ora invece voglio ringraziare con tutto il cuore, tutti coloro che ci hanno sostenuto ed aiutato concretamente per raggiungere questo obiettivo.
Come diceva Annalena Tonelli (martire in Somalia) “Dio ha bisogno di mani per servire i poveri”.
Io e voi, solo che lo vogliamo, possiamo essere quelle mani.
Grazie a nome dei 120 bambini che troveranno, nel nostro asilo, un posto accogliente per imparare e per giocare, un pasto quotidiano e tanto, tanto amore.
Vi abbraccio tutti…

Maria Carla

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Hombolo - Giovedi 8 Febbraio 2007

Carissimi,come state?
Io sto bene,il viaggio e' andato bene e sono felice di essere tornata a casa.
Hombolo e' irriconoscibile,le piogge copiose lo hanno trasformato in un'oasi verdeggiante ma,haime',piove troppo ed e' un problema per le coltivazioni.
Certo niente a che vedere con la terribile situazione dell'anno scorso dove,la siccita', aveva causato una grande carestia ma,anche cosi',non e' una buona situzione.
La gente comunque ringrazia Dio per la pioggia,tutti speriamo che la situazione migliori per avere un buon raccolto.
Il lago di Hombolo e' in piena ed e' tracimato impedendo il passagio ad una parte del villaggio,vi si puo' accedere lo stesso, facendo un lungo giro.
Non ho avuto ancora modo di vedere tutti i miei bambini ma so che stanno tutti bene anche se,come al solito,ogni tanto devono fare i conti con la malaria.
La costruzione dell'asilo procede bene anche se c'e' ancora parecchio lavoro da fare,mi daro' da fare per accelerare i tempi ma,in Africa,si va avanti "pole pole" (piano piano).
Vi faro' avere altre notizie al piu' presto,un caro saluto a tutti e un grande abbraccio,

Maria Carla

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