Archive for 24 aprile 2015

PASSO DOPO PASSO: IL CAMMINO DI SANTIAGO PER L’ASILO NURU

‘Provo ad immaginarmi già sul cammino anche se di fatto ancora non è così ma la testa è ampiamente proiettata in quella direzione.
Se ripercorro questi lunghi mesi che mi hanno separato dall’idea avuta con Loris e Marco di fare questa esperienza, devo dire che non ho poi fatto una grande preparazione fisica , ma come sapete quando la testa viaggia in positivo anche il resto li va dietro ed è così che penso adesso e così che farò sulla Via della Plata.
Ho quindi preparato le poche cose che porto con me, controllato le carte di imbarco mia e dei miei amici, fatto le prove (come questa) per vedere se e come utilizzare il telefono per scrivervi come ho sempre fatto.
E poi c’è lui: il progetto per il quale cammineremo per mille chilometri, il progetto, quel progetto che mi stimola e mi riempie il cuore piu’ di ogni altra cosa: garantire il cibo quotidiano ai 200 bambini dell’asilo Nuru del villaggio di Hombolo dove vive e opera la mia amica Maria Carla.
Questo è veramente lo scopo principale, il senso ulteriore che abbiamo voluto dare a questo nostro pellegrinaggio, lo stimolo in piu’ che ci permetterà di superare ostacoli e difficoltà.
Abbiamo distribuito tante scatoline sparse in quà e in là; sapete il loro scopo: una moneta in questo salvadanaio per ogni giorno del nostro cammino. Se avete altri amici da far confluire in questa iniziativa non avete che da farmelo sapere e provvederemo a fargli avere la scatolina.
Mai come questa volta sono convinto che lo scopo che abbiamo scelto per la raccolta fondi sia non solo bello ma stimolante per ciascuno di noi.
Pensare che con 450 euro al mese Maria Carla riesce a sfamare 200 bambini tutti i giorni e che con la mia moneta quotidiana posso contribuire a tutto questo, mi rende partecipe di un qualcosa che esce anche dai soliti clichè tipo di progetti da realizzare.
Qui, in questo caso, il progetto esiste già, è l’asilo di Maria Carla che funziona benissimo, dove anche io sono stato a giocare, a scrivere sulla lavagna, a mangiare con questi tantissimi e vivacissimi bambini. Tutti insieme sono una forza della natura, quella natura che anche quest’anno ha visto poco acqua e quindi vedremo poco raccolto e molta carestia per tutti.
Anche alla luce di tutto questo il mio ed il nostro impegno deve essere maggiore. Ma ho fiducia e sono felice di poterlo condividere con voi.
Con amicizia. Nicola’

Chiunque fosse interessato al progetto può contattarci via mail ad info@associazioneclup.it e provvederemo ad inviare la scatolina per raccogliere l’offerte oppure potete inviare le offerte sul CCP 51863801 o sul CC bancario IT50O0843051500000000037602 con la causale ‘Santiago Offerte per Hombolo’
Lo scopo è quello di riempire la scatolina con una moneta da 1 euro per ogni giorni di percorso il cammino di Nicola e dei suoi amici che inizierà il 30/04 e si concluderà l’11/06 a Santiago de Compostela

una sera al tramonto

Sembrava una giornata come tante altre, ambulatorio, ufficio, asilo etc, poi ti siedi in veranda a goderti un tramonto bellissimo e vedi arrivare il guardiano di notte con un bambino in braccio, che strano!
Joseph, poco più di un anno, strilla come un’aquila appena mi vede, dai, non perché sono così brutta, è solo che non aveva mai visto una mzungu (bianca) e si stringe ancora di più al petto del nonno.
Il piccolo si succhia il pollice, è sfinito e gli occhi si chiudono per il sonno ma poi tornano vigili per paura che lo possa toccare, è così tenero…..
E poi, il tramonto bellissimo diventa un cielo nero dentro la mia anima, ascolto le parole del nonno e trattengo il magone, la mamma del bambino, anch’essa una bambina (18 anni), se ne è andata via senza una parola, invano l’hanno aspettata fino a sera, invano Joseph la cerca disperato, ma come si fa?
Dice il nonno che Joseph non ha toccato cibo, piange e succhia il pollice e vuole solo lui e, ora che si fa sera e la mamma non torna, bisogna che vada alla polizia a denunciare il fatto.
Che tristezza! Avrei voluto prenderlo in braccio e coccolarlo ma gli facevo paura, gli ho dato un bel pezzo di pane morbido e, forse attirato dalla novità, dopo un po’ ha cominciato a mangiarlo avidamente, meno male, era tutto il giorno che rifiutava il cibo. Adesso il nonno-guardiano non è qui a fare il sua lavoro, l’ho rimandato a casa con il suo “fagottino” fra le braccia e, chissà come farà questa notte quando Joseph cercherà il seno della mamma, chissà…..
Non ho più parole, solo un grande sgomento e una voglia di piangere, questi fatti, qui ad Hombolo, sono ordinaria amministrazione, ci sono tanti di quei bambini anche al nostro asilo nella stessa situazione e, Joseph, è solo uno in più!
Solo uno in più, che tristezza!
Maria Carla